La pelle decorata come arte di famiglia

La lavorazione del cuoio artistico ha una lunga tradizione nella storia dell’arredamento italiano: sin dal XVII secolo questa tecnica veniva utilizzata per rivestire seggioloni, sedie e divani. Dal 1800, nella famiglia di Cecilia Bordoni, le donne venivano istruite nell’arte del ricamo e della decorazione della pelle “bulinata” — così chiamata dal bulino, lo strumento con cui si martella la pelle per ottenere una superficie decorata.

All’inizio del secolo scorso la nonna di Cecilia, Ida Pasquali, avviò un’attività di creazione di oggetti in pelle con le tecniche tramandate dalla famiglia, finché nel dopoguerra un antiquario le chiese di riprodurre del cuoio impresso per rivestire poltrone antiche. Dopo aver studiato le lavorazioni dei secoli XVII e XVIII, Ida riuscì a reinventare una tecnica che permetteva di riprodurre gli esemplari originali.

In quel lavoro di recupero Ida non era sola: al suo fianco c’era Emilia Bordoni, zia di Cecilia, che si dedicò soprattutto al recupero dei disegni antichi.

La cassetta dei bulini col nome di Maria Bordoni, inciso a fuoco sul coperchio
La cassetta dei bulini col nome di Maria Bordoni, inciso a fuoco sul coperchio

Quegli stessi strumenti sono ancora qui. La cassetta dei bulini che Cecilia apre ogni mattina è la stessa che le donne della famiglia si sono passate di mano in mano: prima Maria Bordoni, poi sua cognata Ida Pasquali, poi Cecilia.

Oggi quella tecnica vive nelle mani di Cecilia. Non ci sono reparti, non ci sono macchine: c’è lei, nel suo laboratorio, che incide, imprime e dipinge ogni pelle esattamente come faceva sua nonna.

Per questo ogni creazione Bordoni Leathers è, per sua natura, un pezzo unico: il tempo di due mani non è il tempo di una fabbrica. Ed è esattamente ciò che rende ogni pezzo prezioso.

Placca antica incisa col grifone
Placca antica incisa col grifone
I bulini sugli stampi intagliati
I bulini sugli stampi intagliati
Dettaglio degli stampi antichi in legno
Dettaglio degli stampi antichi in legno